IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Secondo quanto evidenziato dall’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) nel nostro pianeta la temperatura media è aumentata di quasi un grado nel corso del XX secolo e, se non si interviene con decisione, tale incremento potrà raggiungere i 4-5 gradi centigradi entro la fine del secolo. In base a quanto definito nel Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (AR5) dell’IPCC, “con il termine cambiamento climatico ci si riferisce a un cambiamento dello stato del clima che persiste per un periodo di tempo prolungato, e identificabile da cambiamenti della media e/o della variabilità delle sue proprietà. Il cambiamento climatico può essere dovuto a processi naturali interni o a forzanti esterne, come le modulazioni dei cicli solari, le eruzioni vulcaniche e i ripetuti cambiamenti antropogenici della composizione dell'atmosfera o dell'uso del suolo.”
Nel 2016 la CO2 in atmosfera, uno dei principali gas a effetto serra che determina il cambiamento climatico, ha raggiunto una concentrazione di 404 ppm, valore mai osservato negli ultimi 800.000 anni. Il Mediterraneo, che si caratterizza per l’estrema ricchezza e complessità del suo ecosistema, è un'area a forte rischio di impatti dei cambiamenti climatici. Per questo motivo la Sardegna deve affrontare subito questa sfida epocale rinnovando i propri sistemi ambientali, sociali, economici e produttivi.

 

ADATTAMENTO

La Sardegna dovrà intraprendere, in base a quanto definito dall’IPCC, “il processo di adattamento al clima attuale o atteso e ai suoi effetti. Nei sistemi umani, l'adattamento cerca di limitare i danni o di sfruttare le opportunità favorevoli. Nei sistemi naturali, l'intervento umano può agevolare l'adattamento al clima atteso e ai suoi effetti”. In altre parole, dovrà essere incrementata la resilienza del sistema territoriale Sardegna.

 

LA RESILIENZA

La resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento.
Nel caso specifico dei cambiamenti climatici una comunità è resiliente se è capace, attraverso specifici strumenti (comportamentali e infrastrutturali), di mantenere le stessa strutture fisiche e sociali, al fine di assicurare qualità della vita e dell’ambiente nonostante le pressioni climatiche.

LE TESTIMONIANZE

  • "Sappiamo, senza alcun dubbio, che il nostro clima sta cambiando, sta diventando sempre più estremo e la causa sono le attività umane, come la combustione di carbone fossile."

    image MICHEL JARRAUD Segretario generale del World Meteorological Organization
  • "Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile e, dagli anni '50, molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti su scale temporali che variano da decenni a millenni. L'atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, le quantità di neve e ghiaccio si sono ridotte, il livello del mare si è alzato, e le concentrazioni di gas serra sono aumentate."

    image Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) V° Report sui cambiamenti climatici
  • "Secondo la nostra valutazione l’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la quantità di neve e di ghiaccio è diminuita, il livello del mare si è alzato e la concentrazione di biossido di carbonio è aumentata fino a livelli senza precedenti da 800.000 anni"

    image Thomas Stocker Copresidente del Working Group I dell’Ipcc, 2014
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GLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Secondo gli ultimi dati emersi nel V Report dell'IPCC nell'area del Mediterraneo, e quindi anche in Sardegna, si manifesteranno significativi cambiamenti climatici

  • L’aumento della temperatura media è dovuto all’incremento della concentrazione dei gas a effetto serra in atmosfera.

    L’IPCC ha affermato che il riscaldamento globale sta avendo luogo più rapidamente rispetto al passato e l’influenza dell’uomo in tale processo è indiscutibile. L’area del Mediterraneo è fra le più sensibili al cambiamento in atto.

    Variazione della Temperatura media attesa nel periodo 2071 – 2100 per l’Italia meridionale (SNAC) Inverno + 2.9 °C – Estate + 4.4 °C

  • Le ondate di calore sono eventi estremi, che si verificano durante l’estate con temperature elevate, al di sopra dei valori medi del periodo, per giorni o settimane.

    Durante gli episodi di ondate di calore, che secondo la SNAC (Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici) saranno in aumento nei prossimi anni, è stato riscontrato l’incremento degli accessi al Pronto Soccorso dei soggetti più sensibili, anziani e bambini al di sotto dei 4 anni, per patologie psichiche e fisiche associate a tale fenomeno.

  • Le proiezioni dei modelli climatici sull’area del Mediterraneo, elaborate dall’IPCC e nella SNAC, indicano per i prossimi decenni una riduzione media delle precipitazioni e la concentrazione delle stesse in eventi più violenti.

    Il determinarsi di tale condizione causerà maggior stress idrico e impatti consistenti sul sistema economico e sugli ecosistemi naturali.

    Variazione della Precipitazioni medie attese nel periodo 2071 – 2100 per l’Italia meridionale (SNAC) Inverno -20% – Estate -35%

  • I cambiamenti climatici, unitamente ai processi di urbanizzazione, all’impermeabilizzazione del suolo e all’abbandono delle aree rurali hanno determinato un’alterazione delle dinamiche meteorologiche e idrauliche.

    La lista delle alluvioni che hanno colpito l’Italia, e nello specifico la Sardegna, si è allungata in questi anni e con essa i danni ambientali ed economici derivati. La situazione è destinata ad aggravarsi in termini di intensità e frequenza e sarà essenziale investire in misure di prevenzione e adattamento.

  • Con il termine siccità si intende la prolungata mancanza d’acqua e l’aridità del suolo che ne consegue. Tale fenomeno, in base alla proiezione dei modelli climatici sull’area del Mediterraneo, andrà ad intensificarsi creando ingenti danni per i sistemi ambientali ed economici. Una delle conseguenze dei periodi siccitosi è la desertificazione.

    Secondo l'indice ESA (Environmentally Sensitive Areas), la Sardegna è attualmente la seconda regione italiana per percentuale di territorio molto sensibile alla desertificazione (circa 60%).

  • La variazione del livello del mare è uno degli effetti indotti dai cambiamenti climatici in atto di maggiore preoccupazione per le aree costiere.

    Secondo le previsioni contenute nella SNAC, è possibile ipotizzare un trend di aumento del livello del mare dell’ordine di 0.29 cm/anno, il che significa mediamente un incremento di 7 – 12 cm nel periodo 2021-50 rispetto al 1961-90.

    A tale aumento devono essere aggiunti gli effetti dello scioglimento dei ghiacci continentali e del fenomeno della subsidenza.

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GLI STRUMENTI PER L' ADATTAMENTO

COP 21

Durante la 21^ Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che si è tenuta a Parigi nel novembre 2015, i 195 Paesi partecipanti hanno raggiunto un accordo globale per contrastare il surriscaldamento del clima terrestre provocato dalle massicce emissioni in atmosfera di anidride carbonica. Il documento elaborato impegna gli Stati a "portare avanti sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi" rispetto al periodo preindustriale. Secondo alcuni scienziati, l'obiettivo di 1,5 °C richiederà l'inizio delle "emissioni zero" a partire da un periodo compreso tra il 2030 e il 2050.

PAESC

L'Unione Europea ha avviato "la più vasta iniziativa urbana su clima ed energia al mondo", il Piano di Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima vede coinvolte migliaia di autorità locali e regionali impegnate su base volontaria a raggiungere sul proprio territorio gli obiettivi UE per l’energia e il clima.

Con il loro impegno, i nuovi firmatari del Patto dei Sindaci per il Clima & l'Energia mirano a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030 e ad adottare un approccio integrato per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

SNAC

La Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici, redatta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con il coordinamento scientifico del CMCC (Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici), analizza le variabili climatiche passate, presenti e future nonché gli impatti e le vulnerabilità sul territorio italiano.
Sono delineate, inoltre, un insieme di azioni aventi come obiettivo la riduzione degli impatti dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sui settori socio-economici del nostro Paese. A questo documento dovranno seguire le strategie a livello regionale.

LE ESPERIENZE DI ADATTAMENTO

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Sardegna Resiliente è un progetto aperto ai contributi di organizzazioni e soggetti impegnati sui temi della resilienza, ha organizzato attività di formazione con le scuole e di sensibilizzazione a favore delle amministrazioni pubbliche locali.

Rete Gaia Srl, soggetto promotore di Sardegna Resiliente, ha redatto il primo piano di adattamento ai cambiamenti climatici in Sardegna, nell'ambito dell’iniziativa europea denominata Mayors Adapt. Ha definito i più importanti Piani di Azione per l’Energia Sostenibile della Sardegna (Cagliari e Sassari). Si occupa da oltre vent'anni di progetti di sviluppo locale e processi di progettazione partecipata per la pubblica amministrazione.

Su questi temi Rete Gaia ha operato in connessione con diverse istituzioni, tra le quali l’ARPA Sardegna e diversi dipartimenti degli Atenei universitari di Cagliari e di Sassari; recentemente ha aderito al progetto Sardegna Resiliente la Fondazione MEDSEA (Mediterranean Sea and Coast Foundation) impegnata nella protezione dell'ambiente marino e degli ecosistemi costieri del Mediterraneo.

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